I concerti dell’estate romana by Eccellenza Sir Crom

Son stati una rosicata.

Cathedral me li son persi per andare a vedere la stessa sera i Gong, che però si sono rivelati un gruppo di anziani onanisti progressive con i suoni midi anni 80 e turnisti da band fusion. Della band di Camembert Electric non c’era manco l’eco lontano e ormai gli elementi migliori del loro show sono vedere lui e lei fare cose da anziani hippie pazzi in un centro di igiene mentale, neanche masterbuilder mi riescono a fare carica. Quindi concerto brutto e rimpianto per il concerto non visto dei Cathedral.

I Motorhead li ho persi perchè mentre mi recavo al concerto si è rotta la Vespa. Chiaro segno che, dopo la beffa dei Cathedral, Dio mi è nemico ed è nemico del rock.

Per fortuna l’evento salvifico accade il 27 Luglio: John Fogerty all’Auditorium, prima volta a Roma. E questo col cazzo che me lo perdo avendo comperato i biglietti in anticipo da mesi.

Il frontman dei Creedence Clearwater Revival può anche essere una figura un po’ stronzetta del classic rock (le liti col fratello, il divorzio da primadonna coi Creedence, le querelle con la  Fantasy sui diritti delle canzoni…), ma a me fotte sega: ha fatto alcune tra le mie canzoni preferite di sempre ed è troppo pettinato per potergli volere male.

Io e Il Vento entriamo trepidanti al concerto del nostro eroe, il timore di una delusione era stato preventivamente spazzato via grazie ai video dei suoi tour recenti su Youtube.

Sediamo in tribuna laterale ai posti economici che ci si addicono. Da li è magia: Fogerty entra più pettinato e tonico che mai, è ibernato nel 1975 credo, ha la pelle tesa come un mocassino e il sorriso più smaccatamente yankee che si possa immaginare. C’è visibilio nell’aria.

Attacca con Hey Tonight e da li per quasi due ore inanella gran parte dei classici dei creedenece (praticamente tutto il best of di Chronicles e qualche chicca da Willy & The Poor Boys) e tra un terzetto di classiconi e un altro ci infila brani dal recente Revival. Revival è un disco che mi è piaciuto per metà, nel senso: bei pezzi ma brutti suoni… Puliti, impersonali, senza la  “pastosità” dei CCR.

Dal vivo invece, ah dal vivo son proprio belli quei pezzi e avolte sfiora il southern rock… Ma non c’è tempo per stare a fare considerazioni del genere quando vieni incalzato a colpi di Fortunate Son, Green River, Proud mary, I put a Spell on You… Io mi commuovo in più punti, lo confesso.

Nel frattempo il parterre sotto di noi è diventato una dancehall in barba alle restrizioni della sicurezza dell’Auditorium, la gente balla anche sugli spalti; c’è gente di ogni tipo, età sesso, provenienza a dimostrare cheè  il buon rock il collante salvifico degli uomini… Ad avere delle birre in corpo sarebbe stato il top.

Nello show Fogerty cambia 666 chitarre e fa degli assoli cafonissimi, lo amiamo! A un certo punto  dal nulla fa una specie di Eruption che spacca in due Eddie Van Halen solo per far capire che lui è più coatto di tutti se vuole. Che possanza…

fogerty

Ciao Roma, non ho un parrucchino!

Lui con il suo radio-jack salta, balla, incita il pubblico e si gode marpione gli applausi come se avesse vent’ anni. Fa sinceramente impressione pensare che ha quasi l’età di mio padre in realtà.

Esco ebbro di rock, felice, emozionato, ripagato da un estate di delusioni concertistiche, il Vento mi è sodale e ci incamminiamo veso il pub per farci le birre negateci all’Auditorium.

Eccellenza Sir Crom

Annunci


FIREBIRD by Eccellenza Sir Crom

7 Maggio 2009

Sinister Noise Club, Roma

I Firebird esordiscono sulla Rise Above Records di Lee Dorrian (Cathedral, Napalm Death) con un disco dal titolo “Grand Union”.
Onesto blues hard-rock con un pelo di Southern, con le “solite” influenze tra Cream, Blue Cheer, Humble Pie, Skynyrd , Grand Funk, rock suonato con cuore e benissimo.
Niente di strano quindi, se non fosse che questo power trio è composto da gente di: Carcass, Napalm Death e Spiritual Beggars. Potremmo aver già detto tutto qua, tanto se avete dei dischi buoni in casa avrete già capito l’antifona.


A me preme porre il focus su un altro aspetto però.

Lo scopo di questa band è palese: fare musica “semplice”, di pancia, tornare al ventre materno dei dischi che ti han fatto prendere la chitarra in mano, girare su un van lontano dai mega-festival, rockeggiare nei piccoli clubs, scambiare chiacchiere e pacche sulle spalle con il pubblico e soprattutto divertirsi.
Ed è esattamente così che è andata a Roma, dove all’esiguo pubblico perlopiù composto da metallari che volevano vedere Bill Steer e incuranti di cosa stesse suonando (massì facciamoci riconoscere come sempre dai, con la gente che gli chiedeva le cover dei Carcass), han proposto un set sudato e avvincente con un finale di assoli e armonica a bocca magistrale.
Insomma ce ne fossero di bands che arrivate a certi picchi di notorietà decidono di prendersi una vacanza e tornare on the road nel senso più stretto del termine, a ripetere l’infinita routine rock della travellin’ band… E a farlo poi così bene!
Originalità? Suvvia. Non capisco che cosa dovrebbe azzeccarci questa parola, a questo punto non è importante.

Io finiti i soldi in alcol e non pago di ciò, son sgattaiolato ubriaco a rubargli le birre nel camerino… Quando mi han beccato hanno stimato il gesto e ce ne siamo brindate altre alla salute, offerte da loro… Queste sono le band che voglio vedere in giro.

Eccellenza Sir Crom

LINKS DI RIFERIMENTO

www.myspace.com/firebirdblues



Wolves in the Throne Room by Eccellenza Sir Crom

12 Febbraio 2009
Circolo degli Artisti, Roma

Innanzitutto un ringraziamento al mio amico nonchè alfiere dell’Acciaio, Ezio che mi ha redarguito su questa band e dato spunti per la visione del concerto.

Arrivo surgelato in vespa all’appuntamento col Black Metal più blasonato del momento.WITTR
Wolves in the Throne Room piacciono sia alle fighe che leggono Vice sia al Blackster più scatenato… Niente facepainting, niente Satana, niente paganesimo… I WITTR parlano della magniloquenza della natura lo fanno con un attitudine decisamente più vicina al punk e a un certo hardcore e anche questo è uno degli aspetti che li rende un gruppo “trasversale” nel genere.
Il pubblico variegato lo dimostra… Metallers, hipsters, punks, hardcorers, stoners, normalers, c’è di tutto e di tutti i sessi.

Sono curioso di vederli dal vivo, il disco Two Hunters è piaciuto anche a me che oltre i grandi classici del Black Metal non vado.
Mi faccio un whisketto al volo stile baita di montagna perchè non mi sento più le mani dal freddo e entro, pronto ad essere Grim visto che Fostbitten già lo sono.

Sorvolo sui Kill the Vultures duo rap con bongo elettrico, che precede i Lupi perchè io di quella musica non ne so niente e non voglio parlare male di ciò che non conosco. Però li odio e mi fanno cacare.

I WITTR sono un gruppo che punta molto, se non tutto, sull’atmosfera evocativa dei loro pezzi e dal vivo è una prova ardua mantenere quello che c’è su disco.

Ci riescono in parte: un po’ per un suono generale non proprio eccelso un po’ perchè le parti forse più suggestive del disco (le lunghe escursioni drone\ambient con voce femminile e sintetizzatori) non sono nel set.
Posto questo a me piacciono da subito, aprono con una Vastness and Sorrow che mi apre la faccia.

Suonano solo i pezzi più marcatamente metal e lo fanno con furia, avvolti da una nebbia impenetrabile e una luce blu acida che li rende sagome nere che si dimenano. Gli stacchi downtempo mi esaltano.

Oh sò forti, il coefficente di muro di suono è buono, mi pettina il giusto, sono appagato ma devo abbandonare il sottopalco per le retrovie: la nebbia artificiale è troppa e comincio a tossire convulsamente.
A un certo punto il locale è trasformato in lungo e in largo in una brughiera nebbiosa… Forse troppo nebbiosa cari Lupi, eh.

La presenza del nostro amico Capitano 666 nel pubblico stabilisce la verità sulla diatriba “WITTR gruppo hype per fighetti o gruppo veramente metal?” : sono veramente metal per i metal. Se c’è lui vuol dire che sono metal per forza.

Faccio anche conoscenza con la roadie della band e ragazza del batterista, Megan. Parliamo di Ted Nugent, di sciarpe e di un uomo con novanta testicoli. Bella serata insomma.

Non credo che verrà ricordato come il concerto epocale che molti si aspettavano, ma è stata una bella serata, con un atmosfera e pubblico inusuali a Roma.
Esco, inforco il mio cinghiale da guerra e mi dileguo nelle raggelanti foreste di Roma Nord… Non prima di fermarmi al Burger King per una coca gigante che quella nebbia finta mi ha messo un arsura tremenda.

Eccellenza Sir Crom

LINKS CORRELATI

www.myspace.com/wolvesinthethroneroom



Ufomammut – Morkobot – Lento by Eccellenza Sir Crom

11 Febbraio
Circolo degli Artisti, Roma

Mi scuso da subito perchè i Lento li ho persi e non ve li posso recensire.
Come scusante adduco che dopo 5 giorni di influenza  e 6 di antibiotici mi volevo fare una sosta al pub come si deve prima di andare al concerto… Questo ha comportato che mi son perso i Lento ma un uomo deve fare quello che sente in questi casi e io mi sentivo la birra.

Mi han detto quelli che ne sanno che però son stati fighi, amen.

Quindi partiamo coi Morkobot.Morkobot
I Morkobot fanno un bello show, non li avevo ancora visti ed ero curioso.
Sono belli distorti ci sta un pelo di noise, han due bassi, sono strumentali, non c’è la chitarra… Insomma fanno una gazzarra di riffoni granitici che mi diverte. Batterismo spinto, ritmiche convulse, a un certo punto fanno uno stacco che sembrava drum’n’bass, io un po’ stranisco, un tipo davanti a me prende a ballare come se fosse a un rave e io lo odio molto. Le video proiezioni dietro la band, come da foto qui accanto, ci comunicano che c’è della letizia nell’aria.
Suonano il giusto minutaggio e, saranno i birrini,  mi aprono la serata bene. Non grido al miracolo ma un cornino glielo alzo di gusto.

Proseguo la serie di birre veloci e iniziano Ufomammut. Partono subito in quarta per far capire che non scherzano un cazzo. Volumi non a “mazzata in bocca” ma belli potenti.
Un ora di psichedelia pesante che a volte sfiora il metal, gran parte strumentale talvolta interrotta da una voce dilatata di riverbero che viene dall’oltrespazio.

Gradisco e dalle ultime file mi porto alle prime per verificare il coefficente di muro di suono… I Cabinet Green Amp 6×10 mi fanno la riga di lato e me ne compiaccio.
Rispetto ai Morkobot hanno un quintale di groove in più e un influenza di 70’s decismaente più presente, che è meglio.Ufomammut

Finiscono così come hanno iniziato: martellando come fabbri.
La gente ne vuole ancora ed ecco un lungo bis con il chitarrista dei Lento a supportarli.
Alla fine, esausti e contenti, accettiamo applaudendo la fine del concerto.
Esclamo l’atteso  “Bravo Satana!” sinonimo di grande prego e mi gongolo di questo insolito Mercoledì di bei gruppi italiani a volume 10.

Nella stanza attigua c’è un esposizione di serigrafie dei Malleus. C’è anche delle ragazze che fanno le foto, vuol dire che è una serata abbastanza in, mi sento quasi a’la page e pieno di sensibilità. Ci sta anche molta più gente di quanta me ne aspettassi… Sono piacevolmente stupito.

Attacco bottone con alcune indigene ma non è aria, quindi mi dirigo per un frettoloso bicchiere della staffa da qualche parte nell’attiguo Pigneto assieme ai miei compari.
Sono le 2.00, si gela e cala l’ormai consolidato coprifuoco romano. Se ne riparla domani ai Wolves in the Throne Room, stesso posto, stessi compari.
Viva!

Eccellenza Sir Crom

LINKS CORRELATI

www.myspace.com/ufomammut

www.myspace.com/morkobot



Cosa fare a Roma se non sei scrauso by Eccellenza Sir Crom

Allora amici, sporadicamente vi si consiglierò quello che accade di interessante a Roma (soprattutto nel weekend) per fornirvi delle valide alternative alle  squallide movide per club e clubbini indie-electro-alt-cool-salcazzo alla ricerca di un po’ di patata (che tanto ci si va solo per quello e lo sapete bene, cani), un amaro girovagare che ogni tanto ci tocca a tutti e declassa la nostra condizione di tosti e ci fa spendere pure un sacco di soldi. Alloa i soldi quando si può spendiamoli meglio e con dignità.

Iniziamo con una doppietta perchè a Roma Mercoledì 11 ci sono gli Ufomammut e Giovedì 12 ci saranno i Wolves in the throne room., ambedue al Circolo degli Artisti.

I Wolves in the Throne room , con un trascorso nella scena punk di Olympia-Washington, sono imputati di una renaissance in ambito black metal, distaccandosi dai clichè satana-paganesimo-facepainting-grimandfrostbitten-laspaadefoco (che ci hanno regalato però tante soddisfazioni eh) e fanno si black metal ma arricchito da dilatazioni drone, echi di folk, metal molto di atmosfera e in cui al nichilismo a ‘a norvegese viene contrapposto un amore per la natura e per la rinascita che essa rappresenta attraverso una titanica massa di suono maestosa… Insomma ci stanno le chitarre coi volumi che ti pettinano, si fa headbanging, ci si beve le birre e se alzate le corna non si offende nessuno. Tra l’altro sono una delle band più hyped in circolazionequindi potrebbe esserci pure qualche donna-che -fa-le-foto se proprio non ne potete fare a meno.

www.myspace.com/wolvesinthethroneroom

Gli Ufomammut da Tortona fanno doom condito da sperimentazioni psichedeliche con la costante di un muro di suono distorto alla bruttodio che rende sempre piacevole la serata.

http://www.myspace.com/ufomammut

Prendete nota

Eccellenza Sir Crom



Howlin Rain, un report post-datato by Eccellenza Sir Crom

8 novembre 2008
Init Club, Romahr

Uno dei dischi che ho ascoltato di più nel 2008 è stato senza dubbio Magnificent Fiend degli Howlin Rain che annoverano nella formazione due ex Comets on Fire, una delle migliori band di rock-heavy-psichedelico degli ultimi anni senza dubbio. Per questo nuovo progetto hanno lasciato alle spalle qualsiasi velleità “alt” e “underground” sfornando due dischi di puro grande rock americano, pescando a piene mani dagli Humble Pie, Spirit, Grand Funk Railroad, Free, James Gang, Doobie Brothers, dal gospel, dal folk… Un manuale di Classic-Rock fatto con un calore incredibile.

Quando sono venuto a sapere che il loro tour avrebbe toccato Roma  mi sono esaltato non poco. Stanno sulla American Recordings di Rick Rubin, in America sono molto seguiti nel crescente interesse della critica verso il retro-rock, commenti positivi a destra e manca e insomma, in poche parole, mi aspetto un gran bel concerto.

Certo, l’ho dovuto sapere da un mio amico a Bologna (grazie Emilio) che avrebbero suonato anche qui, perchè l’INIT come nella sua migliore tradizione non ha fatto alcun tipo di pubblicità, neanche un flyer fotocopiato che se lo permettono anche le band del liceo, due locandine fatte con la stampante di casa affisse nei posti dove vanno i ggiovani, nulla di niente.
Arrivo e trovo il vuoto, non che mi aspettassi il pienone ma insomma… Mi prendo un birrino e mi piace pensare che la gente arriverà appena finisce la partita.

Nel frattempo incontro Garett , il batterista. Ci conoscemmo quando venne a suonare il basso con un gruppo garage rock, i Time Flys, qualche tempo fa.
Mi presenta gli altri ragazzi della band che si dimostrano super socievoli e alla mano anche se un po’ incuriositi dalla mancanza pressochè totale di pubblico.
Effettivamente ora sono le 23.00 quasi e le persone si contano sulla punta delle dita… la partita è finita da un pezzo e non so spiegargli che stia succedendo.
Morale della favola: il concerto inizia e il pubblico in sala, compreso il fonico, è di otto persone.
Credo sia la più grossa sperequazione valore band\pubblico che abbia mai visto, ennesima dimostrazione che a Roma il buon Rock (senza prefissi post, punk, alternative, art, indie) la gente non lo riconoscerebbe neanche se gli cascasse in testa.

Gli Howlin Rain iniziano e se leviamo il problema dell’acustica (stanno suonando in uno stanzone che accoglie agilmente centinaia di persone praticamente vuoto) fanno uno show da urlo. Inanellano tutti i pezzoni di Magnificent Fiend iniziando con una Dancers at the end of time carichissima. A Lord have mercy vorrei essere in delirio, ubriaco fradicio in mezzo a una folla esaltata ma sono in mezzo a una sala vuota e me la godo con contegno, sorseggiando il secondo birrino.
la band, come sempre accade quando i musicisti vengono dall’underground sudato e verace, se ne fotte altamente del deserto in sala e ci dà dentro fino all’ultimo per il puro piacere di suonare. Vederli (e sentirli) così presi  mi fa bene al cuore!

Finisce lo show, rimango a fare salotto con loro, il concerto si è trasformato in una sorta di serata al pub tra amici, volano birre e chiacchiere, mi spiegano che in USA capita spesso di suonare davanti a quattro gatti anche se sei una band un po’ più “in vista” e che ti fai le ossa anche così, l’importante è dare sempre il massimo. Passo una bella serata: tra lo show, la cordialità della band e l’atmosfera decisamente rilassata l’unico amaro in bocca me lo lascia, as usual, Roma e la sua pochezza. Buu.

Eccellenza Sir Crom

PS

Scusate la qualità della foto, fatta con un cellulare, sta li semplicemente a testimoniare i quattro gatti presenti al concerto.

LINKS CORRELATI

www.myspace.com/howlinrain.
www.howlinrain.com



Samsara Blues Experiment – L’Ira del Baccano by Eccellenza Sir Crom

18 Gennaio 2009
Traffic li
ve club, RomaL'Ira del Baccano

Primo concerto del 2009 per il sottoscritto, e inizio abbastanza alla grande direi.
Si, perchè L’Ira del Baccano è una delle mie band preferite in città ed è, secondo me, come dicono gli americani: il  “Rome’s best kept secret”, il segreto meglio nascosto di Roma.
Se fossero chessò svedesi o statunitensi sarebbero un gruppo cool da tenere sott’occhio o da nominare di tanto in tanto per fare i fighi e ai loro concerti ci sarebbero pure quelli che leggono Blow Up e le ragazze che fanno le foto con la Lomo, come ho visto ai Boris e agli Earth… Invece sono di Roma, anzi dei Castelli per essere precisi, e qua li si conosce e segue assai poco… Ed è un peccato davvero perchè loro suonano un hard rock strumentale fatto di pezzi lunghi e complessi, potente, mai noioso o segaiolo che meriterebbe maggiore considerazione.

Suonano come un Ummagumma rifatto dagli Hawkwind, con  delle sfuriate hard tanto improvvise quanto pesanti a ricordarti che da qualche parte, tra galassie e deserti, c’è anche un satanasso. Giusto in una città di scarsi  come questa un gruppo così non viene filato più di tanto… Vergogna, un gruppo con dei capelli così lunghi quantomeno merita di più!

Premesso ciò, L’Ira del Baccano ha suonato come sempre bene, tecnicamente impeccabili si, ma questo è secondario: un set articolato, senza tempi morti, intenso e accorato, mai noioso anche nelle parti più dilatate e lunghe.
Le teste capellute, la mia in primis, ondeggiano rapite. Il mio compare Lolli è attonito e non parla.
Finito il concerto sono talmente stordito dalla potenza della chiusura in crescendo,  che ci metto qualche secondo a capire che è concluso lo show e devo applaudire. Corna su, convintissime.

I tedeschi Samsara Blues Experiment invece suonano un stoner decisamente più di maniera, dai riff monolitici ma con uno sguardo anche alla psichedelia e al doom carico di atmosfera dei primissimi Pentagram, soprattutto nel cantato.Alcuni pezzi decisamente troppo monotoni rovinano un po’ l’esibizione che però si riprende sul finale con una lunghissima session di psichedelia ossessiva e pesante. Il basso presentissimo spinge i brani di molto e mi fa battere il piede. Buona band, sicuramente penalizzata dall’apertura nettamente superiore dei locals Ira del Baccano ma che regala una bella serata di quel tipo di musica che capita di rado da queste parti, ahimè.

Lolli chiude la serata definendola “molto forte” nonostante gli si sia rovesciata in terra la sua unica birra il che, conoscendolo, vale più di mille parole.

La prossima volta saprò anche fare delle foto decorose amici!

Eccellenza Sir Crom

LINKS CORRELATI

www.myspace.com/iradelbaccano

Vi consiglio di andare anhce sul lorowww.myspace.com/samsarablues