FIREBIRD by Eccellenza Sir Crom

7 Maggio 2009

Sinister Noise Club, Roma

I Firebird esordiscono sulla Rise Above Records di Lee Dorrian (Cathedral, Napalm Death) con un disco dal titolo “Grand Union”.
Onesto blues hard-rock con un pelo di Southern, con le “solite” influenze tra Cream, Blue Cheer, Humble Pie, Skynyrd , Grand Funk, rock suonato con cuore e benissimo.
Niente di strano quindi, se non fosse che questo power trio è composto da gente di: Carcass, Napalm Death e Spiritual Beggars. Potremmo aver già detto tutto qua, tanto se avete dei dischi buoni in casa avrete già capito l’antifona.


A me preme porre il focus su un altro aspetto però.

Lo scopo di questa band è palese: fare musica “semplice”, di pancia, tornare al ventre materno dei dischi che ti han fatto prendere la chitarra in mano, girare su un van lontano dai mega-festival, rockeggiare nei piccoli clubs, scambiare chiacchiere e pacche sulle spalle con il pubblico e soprattutto divertirsi.
Ed è esattamente così che è andata a Roma, dove all’esiguo pubblico perlopiù composto da metallari che volevano vedere Bill Steer e incuranti di cosa stesse suonando (massì facciamoci riconoscere come sempre dai, con la gente che gli chiedeva le cover dei Carcass), han proposto un set sudato e avvincente con un finale di assoli e armonica a bocca magistrale.
Insomma ce ne fossero di bands che arrivate a certi picchi di notorietà decidono di prendersi una vacanza e tornare on the road nel senso più stretto del termine, a ripetere l’infinita routine rock della travellin’ band… E a farlo poi così bene!
Originalità? Suvvia. Non capisco che cosa dovrebbe azzeccarci questa parola, a questo punto non è importante.

Io finiti i soldi in alcol e non pago di ciò, son sgattaiolato ubriaco a rubargli le birre nel camerino… Quando mi han beccato hanno stimato il gesto e ce ne siamo brindate altre alla salute, offerte da loro… Queste sono le band che voglio vedere in giro.

Eccellenza Sir Crom

LINKS DI RIFERIMENTO

www.myspace.com/firebirdblues

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Howlin Rain, un report post-datato by Eccellenza Sir Crom

8 novembre 2008
Init Club, Romahr

Uno dei dischi che ho ascoltato di più nel 2008 è stato senza dubbio Magnificent Fiend degli Howlin Rain che annoverano nella formazione due ex Comets on Fire, una delle migliori band di rock-heavy-psichedelico degli ultimi anni senza dubbio. Per questo nuovo progetto hanno lasciato alle spalle qualsiasi velleità “alt” e “underground” sfornando due dischi di puro grande rock americano, pescando a piene mani dagli Humble Pie, Spirit, Grand Funk Railroad, Free, James Gang, Doobie Brothers, dal gospel, dal folk… Un manuale di Classic-Rock fatto con un calore incredibile.

Quando sono venuto a sapere che il loro tour avrebbe toccato Roma  mi sono esaltato non poco. Stanno sulla American Recordings di Rick Rubin, in America sono molto seguiti nel crescente interesse della critica verso il retro-rock, commenti positivi a destra e manca e insomma, in poche parole, mi aspetto un gran bel concerto.

Certo, l’ho dovuto sapere da un mio amico a Bologna (grazie Emilio) che avrebbero suonato anche qui, perchè l’INIT come nella sua migliore tradizione non ha fatto alcun tipo di pubblicità, neanche un flyer fotocopiato che se lo permettono anche le band del liceo, due locandine fatte con la stampante di casa affisse nei posti dove vanno i ggiovani, nulla di niente.
Arrivo e trovo il vuoto, non che mi aspettassi il pienone ma insomma… Mi prendo un birrino e mi piace pensare che la gente arriverà appena finisce la partita.

Nel frattempo incontro Garett , il batterista. Ci conoscemmo quando venne a suonare il basso con un gruppo garage rock, i Time Flys, qualche tempo fa.
Mi presenta gli altri ragazzi della band che si dimostrano super socievoli e alla mano anche se un po’ incuriositi dalla mancanza pressochè totale di pubblico.
Effettivamente ora sono le 23.00 quasi e le persone si contano sulla punta delle dita… la partita è finita da un pezzo e non so spiegargli che stia succedendo.
Morale della favola: il concerto inizia e il pubblico in sala, compreso il fonico, è di otto persone.
Credo sia la più grossa sperequazione valore band\pubblico che abbia mai visto, ennesima dimostrazione che a Roma il buon Rock (senza prefissi post, punk, alternative, art, indie) la gente non lo riconoscerebbe neanche se gli cascasse in testa.

Gli Howlin Rain iniziano e se leviamo il problema dell’acustica (stanno suonando in uno stanzone che accoglie agilmente centinaia di persone praticamente vuoto) fanno uno show da urlo. Inanellano tutti i pezzoni di Magnificent Fiend iniziando con una Dancers at the end of time carichissima. A Lord have mercy vorrei essere in delirio, ubriaco fradicio in mezzo a una folla esaltata ma sono in mezzo a una sala vuota e me la godo con contegno, sorseggiando il secondo birrino.
la band, come sempre accade quando i musicisti vengono dall’underground sudato e verace, se ne fotte altamente del deserto in sala e ci dà dentro fino all’ultimo per il puro piacere di suonare. Vederli (e sentirli) così presi  mi fa bene al cuore!

Finisce lo show, rimango a fare salotto con loro, il concerto si è trasformato in una sorta di serata al pub tra amici, volano birre e chiacchiere, mi spiegano che in USA capita spesso di suonare davanti a quattro gatti anche se sei una band un po’ più “in vista” e che ti fai le ossa anche così, l’importante è dare sempre il massimo. Passo una bella serata: tra lo show, la cordialità della band e l’atmosfera decisamente rilassata l’unico amaro in bocca me lo lascia, as usual, Roma e la sua pochezza. Buu.

Eccellenza Sir Crom

PS

Scusate la qualità della foto, fatta con un cellulare, sta li semplicemente a testimoniare i quattro gatti presenti al concerto.

LINKS CORRELATI

www.myspace.com/howlinrain.
www.howlinrain.com



Samsara Blues Experiment – L’Ira del Baccano by Eccellenza Sir Crom

18 Gennaio 2009
Traffic li
ve club, RomaL'Ira del Baccano

Primo concerto del 2009 per il sottoscritto, e inizio abbastanza alla grande direi.
Si, perchè L’Ira del Baccano è una delle mie band preferite in città ed è, secondo me, come dicono gli americani: il  “Rome’s best kept secret”, il segreto meglio nascosto di Roma.
Se fossero chessò svedesi o statunitensi sarebbero un gruppo cool da tenere sott’occhio o da nominare di tanto in tanto per fare i fighi e ai loro concerti ci sarebbero pure quelli che leggono Blow Up e le ragazze che fanno le foto con la Lomo, come ho visto ai Boris e agli Earth… Invece sono di Roma, anzi dei Castelli per essere precisi, e qua li si conosce e segue assai poco… Ed è un peccato davvero perchè loro suonano un hard rock strumentale fatto di pezzi lunghi e complessi, potente, mai noioso o segaiolo che meriterebbe maggiore considerazione.

Suonano come un Ummagumma rifatto dagli Hawkwind, con  delle sfuriate hard tanto improvvise quanto pesanti a ricordarti che da qualche parte, tra galassie e deserti, c’è anche un satanasso. Giusto in una città di scarsi  come questa un gruppo così non viene filato più di tanto… Vergogna, un gruppo con dei capelli così lunghi quantomeno merita di più!

Premesso ciò, L’Ira del Baccano ha suonato come sempre bene, tecnicamente impeccabili si, ma questo è secondario: un set articolato, senza tempi morti, intenso e accorato, mai noioso anche nelle parti più dilatate e lunghe.
Le teste capellute, la mia in primis, ondeggiano rapite. Il mio compare Lolli è attonito e non parla.
Finito il concerto sono talmente stordito dalla potenza della chiusura in crescendo,  che ci metto qualche secondo a capire che è concluso lo show e devo applaudire. Corna su, convintissime.

I tedeschi Samsara Blues Experiment invece suonano un stoner decisamente più di maniera, dai riff monolitici ma con uno sguardo anche alla psichedelia e al doom carico di atmosfera dei primissimi Pentagram, soprattutto nel cantato.Alcuni pezzi decisamente troppo monotoni rovinano un po’ l’esibizione che però si riprende sul finale con una lunghissima session di psichedelia ossessiva e pesante. Il basso presentissimo spinge i brani di molto e mi fa battere il piede. Buona band, sicuramente penalizzata dall’apertura nettamente superiore dei locals Ira del Baccano ma che regala una bella serata di quel tipo di musica che capita di rado da queste parti, ahimè.

Lolli chiude la serata definendola “molto forte” nonostante gli si sia rovesciata in terra la sua unica birra il che, conoscendolo, vale più di mille parole.

La prossima volta saprò anche fare delle foto decorose amici!

Eccellenza Sir Crom

LINKS CORRELATI

www.myspace.com/iradelbaccano

Vi consiglio di andare anhce sul lorowww.myspace.com/samsarablues