COSA FARE A ROMA SE NON SEI SCRAUSO by Eccellenza Sir Crom

Il Venerdì è stato creato per fare casino e bere con gli amici, questo è noto.

Ora amici, trovandoci a Roma, questo ci viene impedito al 90% delle settimane di farlo come si deve, tra club e clubbini con la musica delle donnicciole… Non questo Venerdì però! Perchè al Sinister Noise suonano i Bible of the Devil da Chicago Heavy Metal, stoner rock, hard ’70 e rock n roll all’insegna di birra whiskey e anfetamnine… ‘Na bella cafonata!

Siamo dalle parte di Early Man, Priestess, Tokyo Dragons… Niente di nuovo sotto il Sole quindi ma anche chissenefrega direi, si fa un mega casino e amen.

Finalmente un Venerdì con un adeguato contesto per fare baldoria, bere con gli amici e fare piangere Gesù, senza vodke lemon e bambini coi Cheap Monday.

Quindi se non sei indie o diversamente abile, ci si vede al Sinister Noise, Via dei Magazzini Generali 4B, Roma e si fanno le corna… Pregiatissimo direi.

Eccellenza Sir Crom

LINK CORRELATI

www.myspace.com/bibleofthedevil



AC\DC by Eccellenza Sir Crom


19 Marzo 2009

Forum di Assago

Whole lotta Rosie

Venti anni fa ebbi il mio primo disco (per l’esattezza una cassetta), ero poco più che bambino.

Il disco in questione era Powerage, loro erano gli AC\DC e da li cambiò la mia vita per molti versi, visto che le mie scelte musicali negli anni a venire furono assai influenzate da quell’evento… Immaginatevi quindi con che emozione mi accingo a vederli per la prima volta nella mia vita, il timore di una delusione è enorme, ma i video live recenti mi rassicurano quindi ad Ottobre mi piazzo davanti a Ticketone aspettando l’uscita dei biglietti per il lontano 19 Marzo (mai cosa più sensata visto che sono finiti in 45 minuti) e gli lascio questi 80 euris senza battere ciglio.
Passano i mesi e arriva il 19 Marzo. C’è primavera nell’aria e parto carichissimo.

Entro nel forum di Assago e il colpo d’occhio è soverchiante, migliaia di persone pronte a fare casino, cornine luminose sulle teste di quasi tutti. Una mareggiata di teste e lucette pronte a esplodere, una bomba.
Stanno finendo la loro esibizione gli Answer quando entro e non mi sembrano male, hard rock classico tra primissimi Aerosmith, UFO e Led Zeppelin, approfondirò… Poi mi giro e c’ è Pino Scotto dietro di me, partiamo alla grandissima direi.

Si spengono le luci… Poi basta: iniziano loro e non c’è più nulla, solo il sudore e le corna su.
Irrompono sul palco con una locomotiva gigante tra fuochi e fumi, dopo un cartone animato introduttivo in cui due groupies fanno un pompino alla coda da diavolo di un Angus Young macchinista del Rock n roll train che non lo puoi mica fermare. Delicatissimi.

Per 2 ore la birra, il sudore, le bestemmie le corna al cielo sono l’unico linguaggio che mi sento di usare, ballo come un forsennato, mi spacco la gola a cantarle tutte, ho 15 anni!
Gente di ogni tipo, sesso e età si scalmana, nello skyline delle mani alzate tra corna, macchinette fotografiche e bicchieri vedo issare pure due stampelle, il miracolo del rock, meglio di Lourdes.

Loro sono indescrivibili, una macina senza soste con un suono gigantesco. Inanellano le grandi hits e qualcuna dell’utlimo album tralasciando un po’ di pezzi vecchi che avrei dato una gamba per vederli (tipo niente da Powerage, ma siamo matti?).
Angus è una cosa inaudita, non sta fermo un secondo e per due ore salta, urla, suda, fa il duckwalk e si rotola per terra, è una palla matta posseduta dal demonio…. Cioè che fosse così si sapeva eh ma vederlo dal vivo è impressionante.

Danno il 100% per due ore, divertendosi e sbattendoci bellamente in faccia che sono ancora la più feroce rock n roll band esistente sul pianeta, anche alla loro età. Punto e a capo.
Lo show fila dritto e il tempo vola, le birre anche… Su Shoot to thrill mi esplode la testa e ballo come se non ci fosse un domani, Hells Bells arriva con la puntuale campanona suonata da Brian e su Whole lotta Rosie la locomotiva sul palco viene cavalcata da un gigantesco troione popputo gonfiabile (Rosie appunto) che per tutta la canzone ci si struscia a ritmo sopra. Questa è classe cari miei.
Il concerto si conclude con una cafonata di assoli infernali da 10 minuti in cui Young viene issato su una pedana mobile a 7 metri sopra le nostre teste, col minimalismo questa sera ci puliamo il culo!
Rientrano per un bis con Highway to hell e ci lasciano ovviamente con For those about to rock (we salute you) e sei cannoni che sparano.
Mi commuovo, sono pieno di birra, lacrime e sudore, che catarsi.
Esco da li ebete, mi perdo pure la maglietta appena comperata perchè la vita è una troia.

Quindi, concludendo… Ha senso andare a vedere un concerto degli AC\DC oggi?
Si, anche se “Senza Bon Scott non vale la pena”, “Ma sono vecchi!”, “Costa tantissimo il biglietto!”, “Io sono punk e odio le rockstar”, “I pezzi loro sono tutti uguali!”.
Sono tutte stronzate palesemente  ordite dal massone complotto anti-rock: dal vivo non conta un cazzo tutto ciò e ti aprono la faccia da parte a parte, sempre.
E un concerto così, dopo anni di clubbini e concertini è doveroso farselo: l’ ottovolante del rock con tutti i suoi consolidati clichè e rituali è necessario per tenere fermi certi punti, per ricordarci come ci si diverte, come si fa festa come quando senti gli AC\DC per la prima volta a 10 anni.
Il resto sono tutte cazzate che se rockeggi almeno a un livello decente nella vita, non ti poni.

Corna su!

Let there be light, sound, drums, ‘n guitar, ah!
Let there be rock!

Eccellenza Sir Crom

PS

Un grazie particolare alla mia amica Virna, che mi ha gentilemente fornito la foto perchè io, come è notorio le foto non le so fare e non ci sono riuscito neanche stavolta a farne di decorose. Però ho un video sul telefonino della bambolona gonfiabile che ondeggia eh.



“All of them… But one” by Eccellenza Sir Crom
17/02/2009, 8:33 pm
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Ogni tanto nel rock ci si dimentica di questa o quella band, e dopo anni ci si chiede “ma che fine hanno fatto?”, oggi con Google è facile colmare lacune e levarsi la curiosità.

A me è capitato con gli Anvil (se non sapete chi sono ve li andate a cercare perchè siete degli scrausi) e ahimè non ero solo, perchè se li erano scordati un po’ tutti.

Le vie del rock a volte sono ingrate quindi, per lo stesso motivo per cui nell’incidente del tourbus dei Metallica morì il grande Cliff Burton invece che quegli altri coglioni che ora ci ammorbano di dischi brutti da 20 anni, allo stesso modo c’è chi dice che Ozzy aveva una brutta voce e gli Anvil son caduti nel dimenticatoio.

Ma loro spaccano più di voi invece e se ne son fottuti di essere dimenticati e  han continuato a suonare con la stessa foga di quando avevano 15 anni, ricominciando da locali con 10 persone, facendo due lavori, tirando a campare con le famiglie… Gente che ha condiviso palco, donne, birre e bamba coi Whitesnake, i Motorhead, gli Scorpions, i Van Halen. Ci han dato da vecchi una grande lezione di vita e di rock e di metal, dopo averci insegnato da giovani come si sta sul palco più coatti di tutti.

A raccontarci la loro storia passata (abbastanza nota) e quella presente (tutta da scoprire) arriva un documentario che a giudicare dal trailer sembra la versione “real life” di Still Crazy e che pare stia spopolando per i festival e conquistando la critica. Eccovi il trailer.

Nelle interviste ci sta anche qul nano tennista di Ulrich, però pure l’highlander Lemmy… Quindi ok.

For those about to rock, we salute you!

Corna su dai.

Eccellenza Sir Crom

LINKS CORRELATI

http://www.anvilthemovie.com/

PS

Sul sito ci sta una petizione per farli suonare al mega festival di Glastonsbury, firmate.



Wolves in the Throne Room by Eccellenza Sir Crom

12 Febbraio 2009
Circolo degli Artisti, Roma

Innanzitutto un ringraziamento al mio amico nonchè alfiere dell’Acciaio, Ezio che mi ha redarguito su questa band e dato spunti per la visione del concerto.

Arrivo surgelato in vespa all’appuntamento col Black Metal più blasonato del momento.WITTR
Wolves in the Throne Room piacciono sia alle fighe che leggono Vice sia al Blackster più scatenato… Niente facepainting, niente Satana, niente paganesimo… I WITTR parlano della magniloquenza della natura lo fanno con un attitudine decisamente più vicina al punk e a un certo hardcore e anche questo è uno degli aspetti che li rende un gruppo “trasversale” nel genere.
Il pubblico variegato lo dimostra… Metallers, hipsters, punks, hardcorers, stoners, normalers, c’è di tutto e di tutti i sessi.

Sono curioso di vederli dal vivo, il disco Two Hunters è piaciuto anche a me che oltre i grandi classici del Black Metal non vado.
Mi faccio un whisketto al volo stile baita di montagna perchè non mi sento più le mani dal freddo e entro, pronto ad essere Grim visto che Fostbitten già lo sono.

Sorvolo sui Kill the Vultures duo rap con bongo elettrico, che precede i Lupi perchè io di quella musica non ne so niente e non voglio parlare male di ciò che non conosco. Però li odio e mi fanno cacare.

I WITTR sono un gruppo che punta molto, se non tutto, sull’atmosfera evocativa dei loro pezzi e dal vivo è una prova ardua mantenere quello che c’è su disco.

Ci riescono in parte: un po’ per un suono generale non proprio eccelso un po’ perchè le parti forse più suggestive del disco (le lunghe escursioni drone\ambient con voce femminile e sintetizzatori) non sono nel set.
Posto questo a me piacciono da subito, aprono con una Vastness and Sorrow che mi apre la faccia.

Suonano solo i pezzi più marcatamente metal e lo fanno con furia, avvolti da una nebbia impenetrabile e una luce blu acida che li rende sagome nere che si dimenano. Gli stacchi downtempo mi esaltano.

Oh sò forti, il coefficente di muro di suono è buono, mi pettina il giusto, sono appagato ma devo abbandonare il sottopalco per le retrovie: la nebbia artificiale è troppa e comincio a tossire convulsamente.
A un certo punto il locale è trasformato in lungo e in largo in una brughiera nebbiosa… Forse troppo nebbiosa cari Lupi, eh.

La presenza del nostro amico Capitano 666 nel pubblico stabilisce la verità sulla diatriba “WITTR gruppo hype per fighetti o gruppo veramente metal?” : sono veramente metal per i metal. Se c’è lui vuol dire che sono metal per forza.

Faccio anche conoscenza con la roadie della band e ragazza del batterista, Megan. Parliamo di Ted Nugent, di sciarpe e di un uomo con novanta testicoli. Bella serata insomma.

Non credo che verrà ricordato come il concerto epocale che molti si aspettavano, ma è stata una bella serata, con un atmosfera e pubblico inusuali a Roma.
Esco, inforco il mio cinghiale da guerra e mi dileguo nelle raggelanti foreste di Roma Nord… Non prima di fermarmi al Burger King per una coca gigante che quella nebbia finta mi ha messo un arsura tremenda.

Eccellenza Sir Crom

LINKS CORRELATI

www.myspace.com/wolvesinthethroneroom



Ufomammut – Morkobot – Lento by Eccellenza Sir Crom

11 Febbraio
Circolo degli Artisti, Roma

Mi scuso da subito perchè i Lento li ho persi e non ve li posso recensire.
Come scusante adduco che dopo 5 giorni di influenza  e 6 di antibiotici mi volevo fare una sosta al pub come si deve prima di andare al concerto… Questo ha comportato che mi son perso i Lento ma un uomo deve fare quello che sente in questi casi e io mi sentivo la birra.

Mi han detto quelli che ne sanno che però son stati fighi, amen.

Quindi partiamo coi Morkobot.Morkobot
I Morkobot fanno un bello show, non li avevo ancora visti ed ero curioso.
Sono belli distorti ci sta un pelo di noise, han due bassi, sono strumentali, non c’è la chitarra… Insomma fanno una gazzarra di riffoni granitici che mi diverte. Batterismo spinto, ritmiche convulse, a un certo punto fanno uno stacco che sembrava drum’n’bass, io un po’ stranisco, un tipo davanti a me prende a ballare come se fosse a un rave e io lo odio molto. Le video proiezioni dietro la band, come da foto qui accanto, ci comunicano che c’è della letizia nell’aria.
Suonano il giusto minutaggio e, saranno i birrini,  mi aprono la serata bene. Non grido al miracolo ma un cornino glielo alzo di gusto.

Proseguo la serie di birre veloci e iniziano Ufomammut. Partono subito in quarta per far capire che non scherzano un cazzo. Volumi non a “mazzata in bocca” ma belli potenti.
Un ora di psichedelia pesante che a volte sfiora il metal, gran parte strumentale talvolta interrotta da una voce dilatata di riverbero che viene dall’oltrespazio.

Gradisco e dalle ultime file mi porto alle prime per verificare il coefficente di muro di suono… I Cabinet Green Amp 6×10 mi fanno la riga di lato e me ne compiaccio.
Rispetto ai Morkobot hanno un quintale di groove in più e un influenza di 70’s decismaente più presente, che è meglio.Ufomammut

Finiscono così come hanno iniziato: martellando come fabbri.
La gente ne vuole ancora ed ecco un lungo bis con il chitarrista dei Lento a supportarli.
Alla fine, esausti e contenti, accettiamo applaudendo la fine del concerto.
Esclamo l’atteso  “Bravo Satana!” sinonimo di grande prego e mi gongolo di questo insolito Mercoledì di bei gruppi italiani a volume 10.

Nella stanza attigua c’è un esposizione di serigrafie dei Malleus. C’è anche delle ragazze che fanno le foto, vuol dire che è una serata abbastanza in, mi sento quasi a’la page e pieno di sensibilità. Ci sta anche molta più gente di quanta me ne aspettassi… Sono piacevolmente stupito.

Attacco bottone con alcune indigene ma non è aria, quindi mi dirigo per un frettoloso bicchiere della staffa da qualche parte nell’attiguo Pigneto assieme ai miei compari.
Sono le 2.00, si gela e cala l’ormai consolidato coprifuoco romano. Se ne riparla domani ai Wolves in the Throne Room, stesso posto, stessi compari.
Viva!

Eccellenza Sir Crom

LINKS CORRELATI

www.myspace.com/ufomammut

www.myspace.com/morkobot



Cosa fare a Roma se non sei scrauso by Eccellenza Sir Crom

Allora amici, sporadicamente vi si consiglierò quello che accade di interessante a Roma (soprattutto nel weekend) per fornirvi delle valide alternative alle  squallide movide per club e clubbini indie-electro-alt-cool-salcazzo alla ricerca di un po’ di patata (che tanto ci si va solo per quello e lo sapete bene, cani), un amaro girovagare che ogni tanto ci tocca a tutti e declassa la nostra condizione di tosti e ci fa spendere pure un sacco di soldi. Alloa i soldi quando si può spendiamoli meglio e con dignità.

Iniziamo con una doppietta perchè a Roma Mercoledì 11 ci sono gli Ufomammut e Giovedì 12 ci saranno i Wolves in the throne room., ambedue al Circolo degli Artisti.

I Wolves in the Throne room , con un trascorso nella scena punk di Olympia-Washington, sono imputati di una renaissance in ambito black metal, distaccandosi dai clichè satana-paganesimo-facepainting-grimandfrostbitten-laspaadefoco (che ci hanno regalato però tante soddisfazioni eh) e fanno si black metal ma arricchito da dilatazioni drone, echi di folk, metal molto di atmosfera e in cui al nichilismo a ‘a norvegese viene contrapposto un amore per la natura e per la rinascita che essa rappresenta attraverso una titanica massa di suono maestosa… Insomma ci stanno le chitarre coi volumi che ti pettinano, si fa headbanging, ci si beve le birre e se alzate le corna non si offende nessuno. Tra l’altro sono una delle band più hyped in circolazionequindi potrebbe esserci pure qualche donna-che -fa-le-foto se proprio non ne potete fare a meno.

www.myspace.com/wolvesinthethroneroom

Gli Ufomammut da Tortona fanno doom condito da sperimentazioni psichedeliche con la costante di un muro di suono distorto alla bruttodio che rende sempre piacevole la serata.

http://www.myspace.com/ufomammut

Prendete nota

Eccellenza Sir Crom



Ottinger VS Waidbauer by Simone Valesini
25/01/2009, 3:53 pm
Filed under: Cheap beers digest | Tag: , , , ,

birre

Cari lettori, è un piacere per me iniziare la mia collaborazione con questo blog inaugurando una rubrica che, sono certo, risulterà utilissima per il moderno giovane suburbano e squattrinato cui ci rivolgiamo.

Nei prossimi mesi in questo spazio, con cadenza più o meno casuale temo, recensiremo le marche di alcolici meno conosciute e per questo meno costose, di modo da fornire una  guida affidabile al giovane interessato ad ubriacarsi tenendo da parte quei due spicci utili per comprare delle corde alla sua chitarra o, nel caso un bassista vicentino di garage glie la abbattesse  ubriaco durante un concerto, aggiustare la sua maledetta testata della marshall.

Ma bando alle ciance, quelle di cui ci occueremo oggi sono due birre della premiata selezione del Todis. Come l’utente esperto di certo sa gia il Todis ci ha abituato bene,  a patto di stare lontano dai superalcolici (vodka a parte) vi si trovano bibite bevibili a prezzi più che popolari.

La Ottinger e la Waidbauer non fanno eccezione, il prezzo per entrambe è di 50 centesimi di euro  e vengono vendute nella tipica lattina da mezzolitro( sostanziosa e ben più pratica della bottiglia da 66 cl),  confezionata nella sobria ma accattivante veste grafica tipica della linea Todis.

Veniamo ora alla descrizione accurata delle due birre:

La Waidbauer è una weiss (o come vogliono alcuni perfezionisti paranoici weissen) di discreta qualità. Il sapore è quello classico di una birra di frumento, dolce e saporito, leggero,  ma cremoso e ricco di corpo; nonostante il prezzo non si trovano differenze rispetto alle più blasonate Franziskaner o Paulaner.

Tutto sommato la Waidbauer mi ha piacevolemnte colpito, è una birra assolutamente economica che non non fa  rimpiangere per nulla la scelta di risparmiare; ci sarebbero dunque tutti i presupposti per un 10 (essendo il primo appuntamento con questa rubrica  immagino non sappiate ancora che ogni alcolico qui riceve una valutazione decimale che ne esprime il valore) se non fosse per un unico ma, aimè, insormontabile problema: la weiss è una birra del cazzo! Purtroppo al palato maschio del  bevitore esperto la weiss, come ogni alcolico dolciastro,  risulta disgustosamente insopportabile.

in conclusione la Waidbauer prende un mediocre 5 su 10, utile se dovete comprare da bere alla vostra ragazza o se volete portare della birra ad una festa come diversivo,  per far passare inosservato il vostro attacco al frigobar.

La Ottinger dal canto suo è un altra birra economica e ben confezionata che però reca con se un infamante segreto: è una birra analcolica!

Vi raccomando mie cari lettori di fare molta attenzione alle etichette,  perchè anche la nostra Ottinger porta scritto su di se la sua eretica condizione di simil-birra, ma in caratteri così piccoli da trarre in inganno anche l’occhio esperto del nostro caporedattore (non l’avevo visto proprio! ndr).

Data la sua natura maledetta la Ottinger prende, mi spiace, un bel 0 su 10, utile se dovete invitare a cena delle persone astemie e fare una figura di merda tentando di farle sentire a loro agio.

questo è tutto per oggi, alla prossima puntata!

Vamon