Akron Family by Enea Odino Drago
05/11/2009, 2:41 pm
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4 Novembre 2009
B72 – Vienna

Era pure ora che scrivessi su questo blog, non trovate? E che cazzo. Ho deciso di farlo proprio adesso, in un freddo e macabro novembre mitteleuropeo, lontano dalla controversa Roma.

Distrutto dalla mia vita dissoluta, ero piuttosto indeciso riguardo al recarmi o meno allo show: il mercoledì sera è impegnativo, come sapete, e i miei amici locali hanno tutti agilmente dribblato la mia amichevole proposta.
Ma dopo una zuppa gulash in scatola scaldata al microonde, ecco che ho ricevuto l’ispirazione: andare! Sono saltato in modo littorio su una bicicletta gentilmente offerta dal  socialdemocratico comune di Vienna e, appena prima dell’ibernazione,  sono arrivato al B72, un pittoresco ambiente situato proprio sotto all’U-bahn (dove ogni treno fa tremare tutto), giusto in tempo per gustare alcuni brani degli Slaraffenland.
Un Jameson costa 7 euro, e la dose elargita potrebbe essere contenuta in un Mon Cheri ferrero: per questo ho accompagnato la serata con cascate di birra Goesser (una pils low-cost locale).

Gli Slaraffenland sono cinque ragazzi danesi di dimensioni abbastanza ridotte: indossano magliette aderenti con sopra delle ossa e jeans a calzamaglia, zompettano come saltimbanchi, hanno dei baffi ironici, cantano spesso in coro come dei marinai ubriachi (appunto) danesi, e indugiano volentieri sull’utilizzo di tromba e trombone. Fortunatamente gli Slaraffenland sanno scrivere un pezzo prog e sono degli ottimi musicisti: questo rende ciò che potrebbe essere archiviato come una ingenua versione nordeuropea dei Man Man piuttosto godibile. Aggiungo che, e qui so bene che alcuni colleghi dissentiranno, il fatto che le loro voci mi ricordino in qualche modo gli Xtc non è del tutto negativo.

A questo punto sono alla terza Goesser, e quei maledetti hippie rilassati degli Akron/Family iniziano a montare un palco pieno di panni peruviani, ammenicoli tra cui annoveriamo Kazu, corni, flauti dolci, nonché una specie di interno di tenda apache dietro alla batteria. Il chitarrista, appena prima di togliersi un maglione con fantasia di Lama ed indossare una fascetta da Björn Borg mi chiede, con voce da training autogeno buddista, come sto.
“Meravigliosamente, e tu?””
“Meravigliosamente”.
è un buon inizio.

Quest’estate all’Init me li sono persi (fortunatamente però ho potuto leggere la recensione su Nerds Attack, che è sempre sempre un po’ come essere lì di persona), ma li avevo visti un numero imprecisato di anni fa alla Locanda Atlantide, quando Devendra Banhart era “strano” e a Roma impazzivano ancora  tutti per i Killers: internet era sensibilmente meno diffuso, e i tempi impiegati dalla nostra stampa musicale nel tradurre e copiaincollare pitchfork media erano allora un po’ più lunghi.
Ebbene, quell’anno gli Akron/Family erano in quattro, e mi avevano sedotto con un ritorno al folk (ai tempi ancora non trito e ritrito) che mischiava melodie tradizionali e rumorismi pazzi (se non sbaglio ai tempi hanno addirittura eseguito una toccante “silent night” a cappella, senza microfono). Quanti ricordi!
Oggi gli Akron Family sono in tre. Presumo che qualche altro anno a Williamsburg li abbia temprati nello spirito: la lieta notizia è che in questi anni gli Akron Family, pur non abbandonando le bizzarrie elettroniche e qualche occasionale ritorno alla pastoralità,  sono approdati all’elettricità e alla psichedelia, suonando superbamente, e senza farsi troppi problemi: il comune denominatore rimane il “viaggio” verso un mondo fatto di barbe, droga, sofà morbidi, assoli giganteschi, fumo colorato, fiori e lane esotiche.
L’impressione, peraltro, a è che si tratti di gente a cui non frega un cazzo di niente. Il prodigioso bassista-percussionista-cantante è ad esempio un ometto panciuto con mullet, barba e scarpe da trekking. Non fanno il soundcheck, e quando un fan glielo fa notare rispondono “fattelo tu il soundcheck”. Gli Akron/Family non hanno niente da dimostrare.

Buoni quindici minuti consecutivi di concerto, dopo un’introduzione variegata (quando suonano piano sono a brevi tratti praticamente Crosby Stills & Nash, ma poi subentrano subito drumbeat assassini e voci distorte),  sono stati dedicati al riffaggio selvaggio. Avendo finito la quarta birra e le sigarette, non mi resta che dimenarmi selvaggiamente in prima fila insieme a tre austriaci pazzi (una di loro in effetti è di sesso femminile e in mise discinta). Ad un certo punto, per spirito di emulazione ho gridato “su le mani”, e dubito che qualcuno abbia recepito il mio messaggio di amore e fratellanza in lingua Romanza. Hanno chiuso di nuovo in modo quieto, infischiandosene del bis (che in effetti è sempre un tantino fuori luogo dopo concerti omogenei e intensi come questo).

A fine concerto ho disquisito di vini pregiati col batterista ed alcuni altri austriaci pazzi, dei quali nessuno ha condiviso la mia teoria sulla supremazia assoluta del vino Italiano. E non so bene cosa mi abbia spinto ad acquistare una fascetta per capelli degli Akron/Family (forse il signor Goesser?), fatto sta che verso l’una di notte ero fuori dal locale ed avevo freddo e mi è tornata utile. Ho chiesto un Bratwurst in un chiosco turco, e mi è stato dato un Frankfurter. La frustrazione si è estinta nella ghiottoneria e, concluso il pasto con un sonoro rutto, oplà! Un agile balzo sulla mia bicicletta pubblica e ho preso la via di casa con la mia ridicola fascetta degli Akron Family. Sono caduto un paio di volte, e nonostante il dolore acuto che provo in svariate congiunture sono tuttora soddisfatto della dose di psichedelia assunta.

Attenzione: il 19 novembre verranno anche a Roma (nuovamente alla locanda atlantide), e secondo me non dovreste perderveli. Se il vostro cervello non provvede da se alla produzione di endorfine il mio consiglio è di drogarvi almeno un po’.

Viele grüße,

Il Vento.



I concerti dell’estate romana by Eccellenza Sir Crom

Son stati una rosicata.

Cathedral me li son persi per andare a vedere la stessa sera i Gong, che però si sono rivelati un gruppo di anziani onanisti progressive con i suoni midi anni 80 e turnisti da band fusion. Della band di Camembert Electric non c’era manco l’eco lontano e ormai gli elementi migliori del loro show sono vedere lui e lei fare cose da anziani hippie pazzi in un centro di igiene mentale, neanche masterbuilder mi riescono a fare carica. Quindi concerto brutto e rimpianto per il concerto non visto dei Cathedral.

I Motorhead li ho persi perchè mentre mi recavo al concerto si è rotta la Vespa. Chiaro segno che, dopo la beffa dei Cathedral, Dio mi è nemico ed è nemico del rock.

Per fortuna l’evento salvifico accade il 27 Luglio: John Fogerty all’Auditorium, prima volta a Roma. E questo col cazzo che me lo perdo avendo comperato i biglietti in anticipo da mesi.

Il frontman dei Creedence Clearwater Revival può anche essere una figura un po’ stronzetta del classic rock (le liti col fratello, il divorzio da primadonna coi Creedence, le querelle con la  Fantasy sui diritti delle canzoni…), ma a me fotte sega: ha fatto alcune tra le mie canzoni preferite di sempre ed è troppo pettinato per potergli volere male.

Io e Il Vento entriamo trepidanti al concerto del nostro eroe, il timore di una delusione era stato preventivamente spazzato via grazie ai video dei suoi tour recenti su Youtube.

Sediamo in tribuna laterale ai posti economici che ci si addicono. Da li è magia: Fogerty entra più pettinato e tonico che mai, è ibernato nel 1975 credo, ha la pelle tesa come un mocassino e il sorriso più smaccatamente yankee che si possa immaginare. C’è visibilio nell’aria.

Attacca con Hey Tonight e da li per quasi due ore inanella gran parte dei classici dei creedenece (praticamente tutto il best of di Chronicles e qualche chicca da Willy & The Poor Boys) e tra un terzetto di classiconi e un altro ci infila brani dal recente Revival. Revival è un disco che mi è piaciuto per metà, nel senso: bei pezzi ma brutti suoni… Puliti, impersonali, senza la  “pastosità” dei CCR.

Dal vivo invece, ah dal vivo son proprio belli quei pezzi e avolte sfiora il southern rock… Ma non c’è tempo per stare a fare considerazioni del genere quando vieni incalzato a colpi di Fortunate Son, Green River, Proud mary, I put a Spell on You… Io mi commuovo in più punti, lo confesso.

Nel frattempo il parterre sotto di noi è diventato una dancehall in barba alle restrizioni della sicurezza dell’Auditorium, la gente balla anche sugli spalti; c’è gente di ogni tipo, età sesso, provenienza a dimostrare cheè  il buon rock il collante salvifico degli uomini… Ad avere delle birre in corpo sarebbe stato il top.

Nello show Fogerty cambia 666 chitarre e fa degli assoli cafonissimi, lo amiamo! A un certo punto  dal nulla fa una specie di Eruption che spacca in due Eddie Van Halen solo per far capire che lui è più coatto di tutti se vuole. Che possanza…

fogerty

Ciao Roma, non ho un parrucchino!

Lui con il suo radio-jack salta, balla, incita il pubblico e si gode marpione gli applausi come se avesse vent’ anni. Fa sinceramente impressione pensare che ha quasi l’età di mio padre in realtà.

Esco ebbro di rock, felice, emozionato, ripagato da un estate di delusioni concertistiche, il Vento mi è sodale e ci incamminiamo veso il pub per farci le birre negateci all’Auditorium.

Eccellenza Sir Crom



Rapidamente… by Eccellenza Sir Crom

… Che fa caldo e ci sta la chiusura del lavoro prima delle vacanze quindi non c’ho iniziativa per aggiornarvi sul rutilante mondo della musica capitolina.

Quindi un po’ di veloci updates arretrate:

Lo Stoned Hand of Doom 2009è stato carino, su tutti la palma va ai giovanissimi Radio Moscow che col loro onesto blues hard rock ci han fatto ballare Satana e sudare le birrette, carino anche se sotto le aspettative il lungo live-performance de la Ira del Baccano,  poi tanto doom che non me ne frega nulla (pessimi i Serpent Cult, proprio il doom da metallari riciclati) e una serata finale con i sempre gradevoli space-rockers White Hills e i veterani Heads.

Su questi ultimi volevo dire una cosa… Ok han fatto un set pissichedelico, tutto di delay, pedalistica, echi e feedbacks, “D’atmosfere dilatate” direbbe chi ne sa… Ma anche du’ palle aggiungo io.

Cioè non siete gli Earthless cazzo. Una jam session strumentale di due ore non ve la reggo, non avete quella carica, non siete un gruppo da jam strumentale. Avete i pezzi, bei pezzi, allora cacchio suonateli! Invece no, avete fritto l’aria per un ora e mezza e io ci tenevo a vedervi fare i pezzi vecchi. Uffi.

Meno male che avevo assunto della torta spiritosa e ero nello spazio sennò mi rompevo veramente le palle.

Poi ci son stati i Pink Mountaintops… Ok hai i Black mountain che sono carini assai, tranne quando fanno quelle lagne mezze indie con la tipa che canta… E cosa mi vai a fare? Un gruppo che fa SOLO quelle lagne! Epic fail.

Un concerto di una rottura di scatole immensa, un colletivo della scuola d’arte che suona pezzi folk rock svogliati, senza capo ne coda. E’ come vedere i Velvet Underground che fanno le cover in chiave atona dei The Band… E non lo dico come un complimento eh. Per fare il folk rock psichedelico c’è bisogno delle melodie e loro non ne hanno manco una. Quindi du’ palle anche loro e 15 euro di biglietto al vento! Torna ai riffoni coi Black Mountain che è meglio, amico barbuto e capelluto. Quella toppa dei Venom sul tuo giacchetto mi dice che prima o poi te ne accorgerai anche te, sono fiducioso.

Invece pochi giorni fa hanno debuttato i romani Marmaduke e Trigemino. I primi fanno un prog-rock primi 70 senza chitarra ma con Hammond e Moog infuocati, qualche pezzo in italiano, tra primi Deep Purple e gli Osanna… Belli eh ma non per tutti mi sa. Io gradisco.

I Trigemino invece fanno il diavolo, tipo Sir Lor Baltimore senza voce e con dei tocchi funk acido. Bellobello! Si muove qualcosa a Roma ma anche in questo caso sempre ben over 30 i componenti.

Dai ragazzi che sono in arrivo Cathedral, Gong, Motorhead e John Fogerty. Giuro che farò dei report come si deve per loro e magari anche delle foto se capisco come si fanno.

Torno all’afa. Ciao.

Eccellenza Sir Crom

LINKS DI RIFERIMENTO

www.myspace.com/victorians1968

www.myspace.com/trigemino

www.myspace.com/pinkmountaintops



FIREBIRD by Eccellenza Sir Crom

7 Maggio 2009

Sinister Noise Club, Roma

I Firebird esordiscono sulla Rise Above Records di Lee Dorrian (Cathedral, Napalm Death) con un disco dal titolo “Grand Union”.
Onesto blues hard-rock con un pelo di Southern, con le “solite” influenze tra Cream, Blue Cheer, Humble Pie, Skynyrd , Grand Funk, rock suonato con cuore e benissimo.
Niente di strano quindi, se non fosse che questo power trio è composto da gente di: Carcass, Napalm Death e Spiritual Beggars. Potremmo aver già detto tutto qua, tanto se avete dei dischi buoni in casa avrete già capito l’antifona.


A me preme porre il focus su un altro aspetto però.

Lo scopo di questa band è palese: fare musica “semplice”, di pancia, tornare al ventre materno dei dischi che ti han fatto prendere la chitarra in mano, girare su un van lontano dai mega-festival, rockeggiare nei piccoli clubs, scambiare chiacchiere e pacche sulle spalle con il pubblico e soprattutto divertirsi.
Ed è esattamente così che è andata a Roma, dove all’esiguo pubblico perlopiù composto da metallari che volevano vedere Bill Steer e incuranti di cosa stesse suonando (massì facciamoci riconoscere come sempre dai, con la gente che gli chiedeva le cover dei Carcass), han proposto un set sudato e avvincente con un finale di assoli e armonica a bocca magistrale.
Insomma ce ne fossero di bands che arrivate a certi picchi di notorietà decidono di prendersi una vacanza e tornare on the road nel senso più stretto del termine, a ripetere l’infinita routine rock della travellin’ band… E a farlo poi così bene!
Originalità? Suvvia. Non capisco che cosa dovrebbe azzeccarci questa parola, a questo punto non è importante.

Io finiti i soldi in alcol e non pago di ciò, son sgattaiolato ubriaco a rubargli le birre nel camerino… Quando mi han beccato hanno stimato il gesto e ce ne siamo brindate altre alla salute, offerte da loro… Queste sono le band che voglio vedere in giro.

Eccellenza Sir Crom

LINKS DI RIFERIMENTO

www.myspace.com/firebirdblues



BIBLE OF THE DEVIL by Eccellenza Sir Crom

3 Aprile 2009

Sinister Noise Roma

Allora amici, dovremmo recensirvi il concerto dei Bible of the Devil io o il mio compare Vamon… Il problema è che ci siamo divertiti così tanto che ci siamo ubriacati di slancio in pochi minuti e non ricordiamo granchè, soprattutto lui.

Quindi, io che mi ricordo qualcosa, vi dico che è stato forte! C’era la musica di Satana e della birra e abbiamo adempito ai nostri doveri subitaneamente.

Loro dal vivo sono simpatici, fanno un bel casino, c’hanno mille assoli con le flying V, cover di pregio e sono pieni di NWOBHM (che se non sapete che vuol dire questo acronimonon dovreste essere qui a leggere). Quindi assodato ciò ed essendo Venerdì abbiamo bevuto mille birre con agonsimo, fatto headbang e guardato le ragazze altrui, soprattutto lui.

Foto non ce ne ho, che già a malapena mi ricordo di farle quando sono normale figuriamoci Venerdì scorso… Però vi giuro che sono bravi, hanno barbe e capelli lunghi e fanno un macello.

Andatevel a vedere se vi capitano in città.

Evviva!

Eccellenza Sir Crom

LINK CORRELATI

www.myspace.com/bibleofthedevil



AC\DC by Eccellenza Sir Crom


19 Marzo 2009

Forum di Assago

Whole lotta Rosie

Venti anni fa ebbi il mio primo disco (per l’esattezza una cassetta), ero poco più che bambino.

Il disco in questione era Powerage, loro erano gli AC\DC e da li cambiò la mia vita per molti versi, visto che le mie scelte musicali negli anni a venire furono assai influenzate da quell’evento… Immaginatevi quindi con che emozione mi accingo a vederli per la prima volta nella mia vita, il timore di una delusione è enorme, ma i video live recenti mi rassicurano quindi ad Ottobre mi piazzo davanti a Ticketone aspettando l’uscita dei biglietti per il lontano 19 Marzo (mai cosa più sensata visto che sono finiti in 45 minuti) e gli lascio questi 80 euris senza battere ciglio.
Passano i mesi e arriva il 19 Marzo. C’è primavera nell’aria e parto carichissimo.

Entro nel forum di Assago e il colpo d’occhio è soverchiante, migliaia di persone pronte a fare casino, cornine luminose sulle teste di quasi tutti. Una mareggiata di teste e lucette pronte a esplodere, una bomba.
Stanno finendo la loro esibizione gli Answer quando entro e non mi sembrano male, hard rock classico tra primissimi Aerosmith, UFO e Led Zeppelin, approfondirò… Poi mi giro e c’ è Pino Scotto dietro di me, partiamo alla grandissima direi.

Si spengono le luci… Poi basta: iniziano loro e non c’è più nulla, solo il sudore e le corna su.
Irrompono sul palco con una locomotiva gigante tra fuochi e fumi, dopo un cartone animato introduttivo in cui due groupies fanno un pompino alla coda da diavolo di un Angus Young macchinista del Rock n roll train che non lo puoi mica fermare. Delicatissimi.

Per 2 ore la birra, il sudore, le bestemmie le corna al cielo sono l’unico linguaggio che mi sento di usare, ballo come un forsennato, mi spacco la gola a cantarle tutte, ho 15 anni!
Gente di ogni tipo, sesso e età si scalmana, nello skyline delle mani alzate tra corna, macchinette fotografiche e bicchieri vedo issare pure due stampelle, il miracolo del rock, meglio di Lourdes.

Loro sono indescrivibili, una macina senza soste con un suono gigantesco. Inanellano le grandi hits e qualcuna dell’utlimo album tralasciando un po’ di pezzi vecchi che avrei dato una gamba per vederli (tipo niente da Powerage, ma siamo matti?).
Angus è una cosa inaudita, non sta fermo un secondo e per due ore salta, urla, suda, fa il duckwalk e si rotola per terra, è una palla matta posseduta dal demonio…. Cioè che fosse così si sapeva eh ma vederlo dal vivo è impressionante.

Danno il 100% per due ore, divertendosi e sbattendoci bellamente in faccia che sono ancora la più feroce rock n roll band esistente sul pianeta, anche alla loro età. Punto e a capo.
Lo show fila dritto e il tempo vola, le birre anche… Su Shoot to thrill mi esplode la testa e ballo come se non ci fosse un domani, Hells Bells arriva con la puntuale campanona suonata da Brian e su Whole lotta Rosie la locomotiva sul palco viene cavalcata da un gigantesco troione popputo gonfiabile (Rosie appunto) che per tutta la canzone ci si struscia a ritmo sopra. Questa è classe cari miei.
Il concerto si conclude con una cafonata di assoli infernali da 10 minuti in cui Young viene issato su una pedana mobile a 7 metri sopra le nostre teste, col minimalismo questa sera ci puliamo il culo!
Rientrano per un bis con Highway to hell e ci lasciano ovviamente con For those about to rock (we salute you) e sei cannoni che sparano.
Mi commuovo, sono pieno di birra, lacrime e sudore, che catarsi.
Esco da li ebete, mi perdo pure la maglietta appena comperata perchè la vita è una troia.

Quindi, concludendo… Ha senso andare a vedere un concerto degli AC\DC oggi?
Si, anche se “Senza Bon Scott non vale la pena”, “Ma sono vecchi!”, “Costa tantissimo il biglietto!”, “Io sono punk e odio le rockstar”, “I pezzi loro sono tutti uguali!”.
Sono tutte stronzate palesemente  ordite dal massone complotto anti-rock: dal vivo non conta un cazzo tutto ciò e ti aprono la faccia da parte a parte, sempre.
E un concerto così, dopo anni di clubbini e concertini è doveroso farselo: l’ ottovolante del rock con tutti i suoi consolidati clichè e rituali è necessario per tenere fermi certi punti, per ricordarci come ci si diverte, come si fa festa come quando senti gli AC\DC per la prima volta a 10 anni.
Il resto sono tutte cazzate che se rockeggi almeno a un livello decente nella vita, non ti poni.

Corna su!

Let there be light, sound, drums, ‘n guitar, ah!
Let there be rock!

Eccellenza Sir Crom

PS

Un grazie particolare alla mia amica Virna, che mi ha gentilemente fornito la foto perchè io, come è notorio le foto non le so fare e non ci sono riuscito neanche stavolta a farne di decorose. Però ho un video sul telefonino della bambolona gonfiabile che ondeggia eh.



Wolves in the Throne Room by Eccellenza Sir Crom

12 Febbraio 2009
Circolo degli Artisti, Roma

Innanzitutto un ringraziamento al mio amico nonchè alfiere dell’Acciaio, Ezio che mi ha redarguito su questa band e dato spunti per la visione del concerto.

Arrivo surgelato in vespa all’appuntamento col Black Metal più blasonato del momento.WITTR
Wolves in the Throne Room piacciono sia alle fighe che leggono Vice sia al Blackster più scatenato… Niente facepainting, niente Satana, niente paganesimo… I WITTR parlano della magniloquenza della natura lo fanno con un attitudine decisamente più vicina al punk e a un certo hardcore e anche questo è uno degli aspetti che li rende un gruppo “trasversale” nel genere.
Il pubblico variegato lo dimostra… Metallers, hipsters, punks, hardcorers, stoners, normalers, c’è di tutto e di tutti i sessi.

Sono curioso di vederli dal vivo, il disco Two Hunters è piaciuto anche a me che oltre i grandi classici del Black Metal non vado.
Mi faccio un whisketto al volo stile baita di montagna perchè non mi sento più le mani dal freddo e entro, pronto ad essere Grim visto che Fostbitten già lo sono.

Sorvolo sui Kill the Vultures duo rap con bongo elettrico, che precede i Lupi perchè io di quella musica non ne so niente e non voglio parlare male di ciò che non conosco. Però li odio e mi fanno cacare.

I WITTR sono un gruppo che punta molto, se non tutto, sull’atmosfera evocativa dei loro pezzi e dal vivo è una prova ardua mantenere quello che c’è su disco.

Ci riescono in parte: un po’ per un suono generale non proprio eccelso un po’ perchè le parti forse più suggestive del disco (le lunghe escursioni drone\ambient con voce femminile e sintetizzatori) non sono nel set.
Posto questo a me piacciono da subito, aprono con una Vastness and Sorrow che mi apre la faccia.

Suonano solo i pezzi più marcatamente metal e lo fanno con furia, avvolti da una nebbia impenetrabile e una luce blu acida che li rende sagome nere che si dimenano. Gli stacchi downtempo mi esaltano.

Oh sò forti, il coefficente di muro di suono è buono, mi pettina il giusto, sono appagato ma devo abbandonare il sottopalco per le retrovie: la nebbia artificiale è troppa e comincio a tossire convulsamente.
A un certo punto il locale è trasformato in lungo e in largo in una brughiera nebbiosa… Forse troppo nebbiosa cari Lupi, eh.

La presenza del nostro amico Capitano 666 nel pubblico stabilisce la verità sulla diatriba “WITTR gruppo hype per fighetti o gruppo veramente metal?” : sono veramente metal per i metal. Se c’è lui vuol dire che sono metal per forza.

Faccio anche conoscenza con la roadie della band e ragazza del batterista, Megan. Parliamo di Ted Nugent, di sciarpe e di un uomo con novanta testicoli. Bella serata insomma.

Non credo che verrà ricordato come il concerto epocale che molti si aspettavano, ma è stata una bella serata, con un atmosfera e pubblico inusuali a Roma.
Esco, inforco il mio cinghiale da guerra e mi dileguo nelle raggelanti foreste di Roma Nord… Non prima di fermarmi al Burger King per una coca gigante che quella nebbia finta mi ha messo un arsura tremenda.

Eccellenza Sir Crom

LINKS CORRELATI

www.myspace.com/wolvesinthethroneroom