Archiviato in: Live Report, Suggestions, Uncategorized | Tag: Akron/Family, Vienna
4 Novembre 2009
B72 – Vienna
Era pure ora che scrivessi su questo blog, non trovate? E che cazzo. Ho deciso di farlo proprio adesso, in un freddo e macabro novembre mitteleuropeo, lontano dalla controversa Roma.
Distrutto dalla mia vita dissoluta, ero piuttosto indeciso riguardo al recarmi o meno allo show: il mercoledì sera è impegnativo, come sapete, e i miei amici locali hanno tutti agilmente dribblato la mia amichevole proposta.
Ma dopo una zuppa gulash in scatola scaldata al microonde, ecco che ho ricevuto l’ispirazione: andare! Sono saltato in modo littorio su una bicicletta gentilmente offerta dal socialdemocratico comune di Vienna e, appena prima dell’ibernazione, sono arrivato al B72, un pittoresco ambiente situato proprio sotto all’U-bahn (dove ogni treno fa tremare tutto), giusto in tempo per gustare alcuni brani degli Slaraffenland.
Un Jameson costa 7 euro, e la dose elargita potrebbe essere contenuta in un Mon Cheri ferrero: per questo ho accompagnato la serata con cascate di birra Goesser (una pils low-cost locale).
Gli Slaraffenland sono cinque ragazzi danesi di dimensioni abbastanza ridotte: indossano magliette aderenti con sopra delle ossa e jeans a calzamaglia, zompettano come saltimbanchi, hanno dei baffi ironici, cantano spesso in coro come dei marinai ubriachi (appunto) danesi, e indugiano volentieri sull’utilizzo di tromba e trombone. Fortunatamente gli Slaraffenland sanno scrivere un pezzo prog e sono degli ottimi musicisti: questo rende ciò che potrebbe essere archiviato come una ingenua versione nordeuropea dei Man Man piuttosto godibile. Aggiungo che, e qui so bene che alcuni colleghi dissentiranno, il fatto che le loro voci mi ricordino in qualche modo gli Xtc non è del tutto negativo.
A questo punto sono alla terza Goesser, e quei maledetti hippie rilassati degli Akron/Family iniziano a montare un palco pieno di panni peruviani, ammenicoli tra cui annoveriamo Kazu, corni, flauti dolci, nonché una specie di interno di tenda apache dietro alla batteria. Il chitarrista, appena prima di togliersi un maglione con fantasia di Lama ed indossare una fascetta da Björn Borg mi chiede, con voce da training autogeno buddista, come sto.
“Meravigliosamente, e tu?”"
“Meravigliosamente”.
è un buon inizio.
Quest’estate all’Init me li sono persi (fortunatamente però ho potuto leggere la recensione su Nerds Attack, che è sempre sempre un po’ come essere lì di persona), ma li avevo visti un numero imprecisato di anni fa alla Locanda Atlantide, quando Devendra Banhart era “strano” e a Roma impazzivano ancora tutti per i Killers: internet era sensibilmente meno diffuso, e i tempi impiegati dalla nostra stampa musicale nel tradurre e copiaincollare pitchfork media erano allora un po’ più lunghi.
Ebbene, quell’anno gli Akron/Family erano in quattro, e mi avevano sedotto con un ritorno al folk (ai tempi ancora non trito e ritrito) che mischiava melodie tradizionali e rumorismi pazzi (se non sbaglio ai tempi hanno addirittura eseguito una toccante “silent night” a cappella, senza microfono). Quanti ricordi!
Oggi gli Akron Family sono in tre. Presumo che qualche altro anno a Williamsburg li abbia temprati nello spirito: la lieta notizia è che in questi anni gli Akron Family, pur non abbandonando le bizzarrie elettroniche e qualche occasionale ritorno alla pastoralità, sono approdati all’elettricità e alla psichedelia, suonando superbamente, e senza farsi troppi problemi: il comune denominatore rimane il “viaggio” verso un mondo fatto di barbe, droga, sofà morbidi, assoli giganteschi, fumo colorato, fiori e lane esotiche.
L’impressione, peraltro, a è che si tratti di gente a cui non frega un cazzo di niente. Il prodigioso bassista-percussionista-cantante è ad esempio un ometto panciuto con mullet, barba e scarpe da trekking. Non fanno il soundcheck, e quando un fan glielo fa notare rispondono “fattelo tu il soundcheck”. Gli Akron/Family non hanno niente da dimostrare.
Buoni quindici minuti consecutivi di concerto, dopo un’introduzione variegata (quando suonano piano sono a brevi tratti praticamente Crosby Stills & Nash, ma poi subentrano subito drumbeat assassini e voci distorte), sono stati dedicati al riffaggio selvaggio. Avendo finito la quarta birra e le sigarette, non mi resta che dimenarmi selvaggiamente in prima fila insieme a tre austriaci pazzi (una di loro in effetti è di sesso femminile e in mise discinta). Ad un certo punto, per spirito di emulazione ho gridato “su le mani”, e dubito che qualcuno abbia recepito il mio messaggio di amore e fratellanza in lingua Romanza. Hanno chiuso di nuovo in modo quieto, infischiandosene del bis (che in effetti è sempre un tantino fuori luogo dopo concerti omogenei e intensi come questo).
A fine concerto ho disquisito di vini pregiati col batterista ed alcuni altri austriaci pazzi, dei quali nessuno ha condiviso la mia teoria sulla supremazia assoluta del vino Italiano. E non so bene cosa mi abbia spinto ad acquistare una fascetta per capelli degli Akron/Family (forse il signor Goesser?), fatto sta che verso l’una di notte ero fuori dal locale ed avevo freddo e mi è tornata utile. Ho chiesto un Bratwurst in un chiosco turco, e mi è stato dato un Frankfurter. La frustrazione si è estinta nella ghiottoneria e, concluso il pasto con un sonoro rutto, oplà! Un agile balzo sulla mia bicicletta pubblica e ho preso la via di casa con la mia ridicola fascetta degli Akron Family. Sono caduto un paio di volte, e nonostante il dolore acuto che provo in svariate congiunture sono tuttora soddisfatto della dose di psichedelia assunta.
Attenzione: il 19 novembre verranno anche a Roma (nuovamente alla locanda atlantide), e secondo me non dovreste perderveli. Se il vostro cervello non provvede da se alla produzione di endorfine il mio consiglio è di drogarvi almeno un po’.
Viele grüße,
Il Vento.
Archiviato in: Suggestions | Tag: Birra a tinozze, corna su, festival dell'amicizia, Heads, heavy pysch, ira del baccano, Satana uno di noi, Serpentcult, Stoned hand of doom 2009, Stoner rock, White Hills
Non c’avremo il Roadburn ma in questa città che non rockeggia per niente ogni anno accade un mini-miracolo ovvero uno dei più grandi festival di Doom e heavy psych, stoner rock o come lo volete chiamare, d’Europa: lo Stoned Hand of Doom o SHOD per gli amici. Eh si, e quest’anno stiamo alla quinta edizione.
Negli anni han suonato praticamente tutti i gruppi del panorama italiano e ogni anno sempre più band straniere di livello altissimo, dai Witchcraft agli Orange Goblin passando per i Dead Meadow.
Quest anno il festival dura una settimana tonda (!) i primi sei giorni al Sinister Noise e la serata conclusiva all’Init.
Headliners di questa edizione gli storici inglesi Heads e i belgi doomster Serpentcult ma io vi caldeggio nella stessa serata gli spaziali e psichedelicissimi White Hills e vi segnalo il concerto-performance dei locals progster Ira del Baccano che prenderà la serata del 14 tutta per se con musica e installazioni video.
Durante le giornate del festival ci saranno mostre e proiezioni sotto l’egida dell’ happy hour. Ingressi a prezzi più che amichevoli e bella gente crinuta. Ma che voi de più?
Tra l’altro praticamente in contemporanea ci sarà Dissonanze, festival di fichetti elettronici presuntuosi che con il benestare del comune di Roma è ormai un festival gigantesco, a dimostrazione che qua sappiamo solo ballare musica discutibile e ci sentiamo pure fichi.
Dissonanze decisamente non piace a Satana e Robert Johnson non ci si prenderebbe manco uno shottino li, quindi se siete gente che rockeggia dimostrate il vostro dissenso verso questa manifestazione partecipando in massa allo Stoned Hand of Doom.
Be there or be scrauso.
Ecco il programma, godi popolo:
- DOMENICA 10 MAGGIO
SHOD “WARM UP”
w/
DOOMRAISER (ITA)
GANDHI’S GUNN (ITA)
SOUTHBORN (ITA)
open ore 18:00 – happy hour dalle 18:00 alle 02:00 – live ore 22:00 – ingresso: 7 euro
ore 20:00 “Reazione a Catena – Ecologia del Delitto” (Mario Bava, film 1971, 87‘)
NEUROT NIGHT dj set
@ Sinister Noise Club – Via dei Magazzini Generali 4b – Roma
- LUNEDI’ 11 MAGGIO
THE MARCH TOWARDS THE SHOD
w/
inaugurazione esposizione WELT e MARCELLO RISEABOVE, i due artisti che hanno creato i poster e la t-shirt del festival
open ore 19:00 – happy hour dalle 18:00 alle 02:00 – ingresso gratuito
ore 20:00 “The Wizard of Gore” (Herschell Gordon Lewis, film 1970, 95‘)
dj set
@ Sinister Noise Club – Via dei Magazzini Generali 4b – Roma
- MARTEDI’ 12 MAGGIO
THE MARCH TOWARDS THE SHOD
w/
ZIPPO (ITA)
BLACK RAINBOWS (ITA)
LOST MOON (ITA)
open ore 19:00 – happy hour fino alle 22:00 – live ore 22:00 – ingresso: 5 euro
ore 20:00 “Carnival of Souls” (Herk Harvey, film 1962, 78‘)
dj set
@ Sinister Noise Club – Via dei Magazzini Generali 4b – Roma
- MERCOLEDI’ 13 MAGGIO
THE MARCH TOWARDS THE SHOD
w/
CHEER-ACCIDENT (USA)
+ more bands
open ore 19:00 – happy hour fino alle 22:00 – live ore 22:00 – ingresso: 7 euro
ore 20:00 “Koroshi no Rakuin (La Farfalla sul Mirino)” (Suzuki Seijun, film 1967, 98‘)
dj set
@ Sinister Noise Club – Via dei Magazzini Generali 4b – Roma
- GIOVEDI’ 14 MAGGIO
THE MARCH TOWARDS THE SHOD
w/
L’IRA DEL BACCANO (ITA)
(special visual show)
open ore 19:00 – happy hour fino alle 22:00 – live ore 22:00 – ingresso: 5 euro
ore 20:00 “The Trip (Il Serpente di Fuoco)” (Roger Corman, film 1967, 85‘)
dj set
@ Sinister Noise Club – Via dei Magazzini Generali 4b – Roma
- VENERDI’ 15 MAGGIO
SHOD Opening Party
w/
RADIO MOSCOW (USA)
BLACK LAND (ITA)
SKYWISE (ITA)
MISTY MORNING (ITA)
open ore 19:00 – happy hour fino alle 22:00 – live ore 21:30 – ingresso: 7 euro
ore 20:00 “Bubba Ho-Tep” (Don Coscarelli, film 2002, 92’)
dj set
@ Sinister Noise Club – Via dei Magazzini Generali 4b – Roma
- SABATO 16 MAGGIO
STONED HAND OF DOOM
Italian Doom & Heavy Psych Fest
- Chapter 5
w/
THE HEADS (UK)
SERPENT CULT (BEL)
WITCHFIELD (ITA) featuring Thomas Hand Chaste
WHITE HILLS (USA)
OBIAT (UK)
GODWATT REDEMPTION (ITA)
SESTA MARCONI (ITA)
+ more bands
open ore 16:00 – live ore 16:30 – ingresso: 15 euro
@ Init Club – Via della Stazione Tuscolana – Roma
Eccellenza Sir Crom
LINKS CORRELATI
www.myspace.com/stonedhandofdoomfest
www.myspace.com/sinisternoiseclub
Archiviato in: Suggestions | Tag: Bible of the Devil, metterla nel culo ai Bloc Party, Sinister Noise, un casino, yes weekend
Il Venerdì è stato creato per fare casino e bere con gli amici, questo è noto.
Ora amici, trovandoci a Roma, questo ci viene impedito al 90% delle settimane di farlo come si deve, tra club e clubbini con la musica delle donnicciole… Non questo Venerdì però! Perchè al Sinister Noise suonano i Bible of the Devil da Chicago Heavy Metal, stoner rock, hard ‘70 e rock n roll all’insegna di birra whiskey e anfetamnine… ‘Na bella cafonata!
Siamo dalle parte di Early Man, Priestess, Tokyo Dragons… Niente di nuovo sotto il Sole quindi ma anche chissenefrega direi, si fa un mega casino e amen.
Finalmente un Venerdì con un adeguato contesto per fare baldoria, bere con gli amici e fare piangere Gesù, senza vodke lemon e bambini coi Cheap Monday.
Quindi se non sei indie o diversamente abile, ci si vede al Sinister Noise, Via dei Magazzini Generali 4B, Roma e si fanno le corna… Pregiatissimo direi.
Eccellenza Sir Crom
LINK CORRELATI
